Nonostante sia diventato il più grande produttore mondiale di nuovi veicoli – con oltre 34,5 milioni di unità nel 2025 – il presidente di Great Wall Motors (GWM), Wei Jianjun, avverte che rimane un “divario significativo” tra le case automobilistiche cinesi e i concorrenti globali affermati. Questo divario non riguarda solo i numeri di produzione; si tratta di qualità fondamentale, percezione del marchio e redditività sostenibile.
La realtà della crescita
Le case automobilistiche cinesi si stanno espandendo in modo aggressivo, sfruttando i prezzi competitivi per guadagnare quote di mercato, ma questo approccio è insostenibile a lungo termine, soprattutto nei mercati con tariffe di importazione. I margini di profitto per le aziende cinesi rimangono più ridotti di quelli degli operatori affermati in Europa, Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud.
La crescita del settore è alimentata anche dalla sovraccapacità nazionale, con un utilizzo della capacità produttiva pari ad appena il 49,5% nel 2024, nonostante una produzione potenziale di 55,5 milioni di veicoli. Questo eccesso di offerta crea pressioni per le guerre dei prezzi, che Wei descrive come un “lento suicidio”. Lo stesso mercato cinese è affollato, con molte case automobilistiche che mantengono più marchi per competere internamente. GWM, ad esempio, gestisce cinque marchi in Cina.
Lezioni dai leader del settore
Wei sottolinea la necessità di umiltà e di apprendimento diligente da punti di riferimento del settore come Toyota. Sottolinea che l’approccio coerente e proattivo di Toyota ai richiami, anche per problemi minori, crea fiducia nei clienti perché l’azienda si assume la responsabilità anziché evitarla.
Ciò contrasta con il fatto che alcune case automobilistiche cinesi si affidano a promozioni di prezzo a breve termine piuttosto che affrontare i problemi di qualità sottostanti.
Il perno dei veicoli elettrici e l’espansione globale
Lo spostamento della Cina verso i veicoli a nuova energia (NEV), compresi gli ibridi plug-in (PHEV) e i veicoli elettrici (EV), ha dato al paese un maggiore controllo su componenti chiave come motori, batterie e controlli elettronici. Si tratta di un notevole miglioramento rispetto all’era dei motori a combustione, in cui le catene di approvvigionamento dipendevano maggiormente dalla tecnologia straniera.
I dati di vendita di GWM riflettono questa crescita: 1.323.672 veicoli venduti nel 2025, un aumento del 7,3% su base annua. I NEV hanno rappresentato il 30,5% delle vendite totali, nonostante Ora (il marchio di veicoli elettrici di GWM) sia stato il venditore con i volumi più bassi.
L’azienda si sta espandendo anche a livello globale, con vendite di 506.066 veicoli nel 2025 e stabilimenti di produzione in Tailandia e Brasile. In Australia, GWM è diventato uno dei primi 10 marchi, consegnando 52.809 veicoli nel 2025 e puntando a una posizione sostenibile tra i primi cinque entro il 2030.
La competizione si sta inasprendo
Anche altri marchi cinesi come BYD, MG e Chery stanno perseguendo in modo aggressivo quote di mercato, con obiettivi ambiziosi di crescita nei mercati chiave. BYD mira a essere “vicino ai primi tre” entro il 2026, MG vuole essere tra i primi cinque entro il 2027 e tra i primi tre entro il 2030, mentre Chery (e il suo sottomarchio Omoda Jaecoo) puntano ai primi cinque entro il 2027.
La strategia di GWM di consolidare le vendite sotto un unico marchio in Australia, con Tank e Haval come sottomarchi, semplifica il marketing e massimizza le cifre riportate. Ciò contrasta con alcuni concorrenti che gestiscono più marchi distinti.
Anche se le case automobilistiche cinesi hanno compiuto notevoli progressi, per avere un successo duraturo non bastano semplicemente prezzi aggressivi. Richiede un impegno verso la qualità, la trasparenza e un’autentica responsabilità nei confronti del cliente: lezioni che i leader del settore come Toyota hanno compreso da tempo.
