Il BYD Atto 2 DM-i del 2025 è un nuovo SUV ibrido plug-in (PHEV) posizionato come l’offerta più piccola nella crescente gamma BYD nel Regno Unito. Con una lunghezza di 4,3 metri, è un concorrente diretto di modelli popolari come MG ZS, Renault Captur e Toyota C-HR. Questo veicolo si basa sul già lanciato Atto 2 elettrico, aggiungendo un motore a benzina per una maggiore autonomia e flessibilità.
Come funziona il sistema DM-i di BYD
Il propulsore DM-i (Dual-Mode – Intelligent) di BYD è un approccio ibrido unico. Combina elementi degli ibridi autoricaricanti di Toyota e dei sistemi di range extender di Nissan. Il motore a benzina genera principalmente elettricità per ricaricare la batteria, che poi alimenta il motore elettrico che aziona le ruote. Sotto carichi elevati o a velocità autostradali, il motore può collegarsi direttamente alla trasmissione per ottenere la massima potenza.
L’Atto 2 DM-i utilizza un motore a quattro cilindri da 1,5 litri funzionante sull’efficiente ciclo Atkinson, abbinato a un motore elettrico da 194 cavalli. Il modello “Boost” di punta vanta una batteria da 18,3 kWh, che fornisce fino a 56 miglia di autonomia solo elettrica. Un allestimento “attivo” più economico utilizza una batteria più piccola da 7,8 kWh per 25 miglia di guida elettrica, ma soffre di velocità di ricarica più lente.
Interni e tecnologia: familiari ma raffinati
L’interno dell’Atto 2 DM-i è quasi identico alla sua controparte elettrica. È dotato di un touchscreen centrale da 12,8 pollici (non più rotante, in base al feedback dei clienti), un display della strumentazione digitale da 8,8 pollici e controlli fisici essenziali. Sebbene l’interfaccia sia funzionale, alcune strutture di menu sono illogiche e possono sembrare opprimenti.
Nonostante la batteria più piccola della versione PHEV, lo spazio interno rimane competitivo. I sedili posteriori sono spaziosi e il bagagliaio da 425 litri è all’altezza della maggior parte dei rivali della sua categoria.
Esperienza di guida: fluida ed efficiente
Il sistema DM-i funziona senza intoppi, spesso dando la sensazione di un veicolo elettrico puro. L’accelerazione è vivace, con una curva di coppia reattiva. Il motore si inserisce solo quando necessario e, anche in quel caso, lo fa in modo quasi impercettibile. Una modalità “hold” consente al motore di funzionare continuamente, ma il sistema è più efficiente in modalità ibrida.
Nei test nel mondo reale, Atto 2 DM-i ha ottenuto un notevole risparmio di carburante: 157 mpg combinati con un consumo di elettricità di 9,12 mpkWh. Tuttavia, questi valori dipendono dall’avvio con una batteria completamente carica.
Guida e manovrabilità: comoda e competente
Atto 2 DM-i offre una guida confortevole, assorbendo efficacemente dossi e buche. Lo sterzo è ponderato in modo appropriato, fornendo una buona manovrabilità. L’auto rimane stabile alle velocità autostradali, con ampia potenza per i sorpassi. È presente un po’ di rumore del vento, ma non più del tipico per questa classe.
Addebito e valore: considerazioni chiave
Per massimizzare l’efficienza, Atto 2 DM-i richiede una ricarica regolare. Senza di essa, il risparmio di carburante sarà simile a quello degli ibridi tradizionali come la Toyota Yaris Cross o la Renault Captur. La velocità di ricarica massima di 6,6 kW è relativamente lenta, il che significa che i caricabatterie pubblici potrebbero impiegare ore per fornire una carica significativa.
L’assetto “Active” più economico non è consigliato a causa della sua autonomia elettrica limitata (25 miglia) e della velocità di ricarica dolorosamente lenta di 3,3 kW. I vantaggi del sistema PHEV sono meno pronunciati in questa configurazione.
Conclusione: BYD Atto 2 DM-i è un PHEV ben realizzato che offre un mix convincente di efficienza elettrica e autonomia con alimentazione a benzina. Il suo funzionamento ibrido senza soluzione di continuità, la guida confortevole e il prezzo competitivo lo rendono un forte contendente nel segmento dei SUV compatti, ma una ricarica costante è essenziale per sbloccare il suo pieno potenziale.
