Una legge federale approvata nel 2021 fissa una scadenza precisa: entro il 2027, tutti i nuovi veicoli venduti negli Stati Uniti dovranno essere dotati di sistemi in grado di rilevare i conducenti con disabilità. L’obiettivo è nobile: ridurre il numero di morti causati dall’uso di alcol e droghe al volante. Tuttavia, un recente rapporto della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) rivela una dura realtà: la tecnologia necessaria per soddisfare questo mandato semplicemente non esiste ancora.

Sebbene le case automobilistiche sostengano ampiamente l’iniziativa sulla sicurezza, il divario tra ambizione legislativa e capacità tecnologica si sta ampliando. Questa situazione solleva questioni critiche sulla privacy, sulla proprietà dei dati e sulla fattibilità della sorveglianza imposta dal governo nei veicoli personali.

Il divario tecnologico

L’Infrastructure Investment and Jobs Act ha concesso ai produttori tre anni per sviluppare sistemi di rilevamento passivo per il contenuto di alcol nel sangue (BAC) o il contenuto di alcol nell’espirato (BrAC). In un rapporto di febbraio al Congresso, l’NHTSA ha ammesso che nessuna tecnologia di produzione attuale può misurare con precisione questi parametri senza la partecipazione attiva del conducente (come soffiare in un dispositivo).

L’agenzia ha evidenziato due categorie principali di potenziali soluzioni, entrambe attualmente insufficienti:

  1. Analisi passiva dell’alito: Attualmente non esistono sensori a bordo del veicolo in grado di rilevare passivamente livelli di alcol superiori al limite legale di 0,08 g/dL.
  2. Monitoraggio basato su sensori: i sistemi che utilizzano telecamere e sensori biometrici per rilevare segni di compromissione (come linguaggio confuso o movimento oculare irregolare) “non sono pronti” per l’implementazione pubblica.

L’ostacolo principale è la precisione. NHTSA rileva che anche un sistema con un tasso di precisione del 99,9% genererebbe milioni di falsi positivi ogni anno. Ciò significa che milioni di guidatori sobri potrebbero essere falsamente accusati di disabilità, potenzialmente bloccandoli fuori dai loro veicoli o attivando gli allarmi delle forze dell’ordine.

“Ad oggi non esistono tecnologie di bordo in produzione in grado di misurare il tasso alcolemico o il BrAC… in modo passivo.” – Rapporto NHTSA al Congresso

Nonostante questi insuccessi, l’agenzia rimane ottimista sul fatto che le future iterazioni di questa tecnologia potrebbero avere un “impatto drammatico sulla sicurezza stradale”. Tuttavia, riconoscono che oggi non siamo affatto vicini a quel punto di svolta.

Privacy e “Stato di sorveglianza”

Al di là della fattibilità tecnica, il mandato introduce notevoli preoccupazioni sulla privacy. Per rilevare eventuali problemi, le auto dovrebbero monitorare continuamente i conducenti utilizzando telecamere e sensori in cabina. Ciò sposta il veicolo da uno spazio privato a un hub di raccolta dati.

I principali problemi relativi alla privacy includono:
* Proprietà dei dati: gli automobilisti spesso non possiedono i dati generati dai loro veicoli. L’obbligo di un monitoraggio costante aumenta il volume di dati biometrici sensibili raccolti dalle case automobilistiche.
* Potenziale uso improprio: In teoria, ogni azione all’interno dell’auto, dal controllare il telefono allo sbadiglio, potrebbe essere registrata e potenzialmente utilizzata contro il conducente in contesti legali o assicurativi.
* Tecnologie in conflitto: Le auto moderne sono dotate di funzionalità di assistenza alla guida come l’assistenza al mantenimento della corsia. L’NHTSA teme che questi sistemi possano mascherare comportamenti di guida alterati, rendendo più difficile per i sistemi di monitoraggio distinguere tra un guidatore sobrio e rilassato e uno con problemi di guida.

Obiettivi di sicurezza e resistenze del settore

La spinta per il rilevamento delle perdite di valore non si limita ai regolatori federali. L’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS) ha annunciato l’intenzione di innalzare i propri standard “Top Safety Pick+” per includere funzionalità di rilevamento delle disabilità entro il 2030.

David Harkey, presidente dell’IIHS, ha inquadrato questo come parte della visione “30×30” per ridurre le morti stradali negli Stati Uniti del 30% entro il 2030. Ha sostenuto che sfruttare le valutazioni di sicurezza potrebbe incoraggiare le case automobilistiche ad adottare queste tecnologie, in modo simile a come gli standard precedenti hanno migliorato gli airbag e i sistemi di prevenzione delle collisioni.

Le principali case automobilistiche, tra cui BMW, Ford, General Motors e Toyota, hanno espresso un sostegno generale all’iniziativa. Tuttavia, hanno sollevato in privato serie preoccupazioni all’NHTSA riguardo a:
* Accettazione da parte dei consumatori di un monitoraggio costante.
* L’attuale mancanza di precisione tecnica.

Conclusione

Sebbene l’intento alla base del mandato del 2027 sia quello di salvare vite umane, la realtà tecnologica è che il rilevamento affidabile e passivo delle menomazioni non è ancora fattibile. Le case automobilistiche e le autorità di regolamentazione si trovano ad affrontare un difficile equilibrio tra gli obiettivi di sicurezza pubblica e i limiti pratici dell’attuale tecnologia dei sensori. Fino a quando la precisione non migliorerà e non saranno stabiliti i quadri normativi sulla privacy, potrebbe essere necessario riconsiderare o ritardare il mandato per evitare di penalizzare i conducenti sobri e di violare la privacy personale.