Tesla sta adottando misure aggressive per impedire agli speculatori di “rivendicare” i suoi veicoli più esclusivi a scopo di lucro. Mentre la società si prepara a concludere la produzione di alcuni modelli di fascia alta, i nuovi accordi di acquisto per la Signature Edition Model S e Model X Plaid includono una rigorosa clausola di non rivendita di un anno accompagnata da una pesante sanzione finanziaria.

I termini del contratto “Signature Edition”.

Per celebrare la fine della produzione di questi modelli di punta, Tesla sta lanciando una serie estremamente limitata di 350 veicoli: 250 unità Model S e 100 unità Model X. Queste auto presentano un’estetica esclusiva, inclusa la vernice rosso granato e lo stemma dorato.

Tuttavia, il prezzo premium comporta vincoli significativi. Secondo i documenti dell’ordine emersi di recente, gli acquirenti devono accettare quanto segue:
Divieto di rivendita: ai proprietari è vietato vendere o anche tentare di vendere il veicolo entro un anno dalla consegna.
Sanzioni pesanti: se un proprietario viola questo accordo, dovrà affrontare una “liquidazione del danno” di $ 50.000 o del profitto totale realizzato dalla vendita, a seconda di quale importo sia maggiore.

Imparare dai fallimenti passati: il precedente del cybertruck

Questo non è il primo tentativo di Tesla di controllare il mercato secondario. L’azienda aveva già tentato di implementare restrizioni simili sul Cybertruck, ma la strategia ha ampiamente fallito.

All’epoca, le restrizioni sul Cybertruck incontrarono un’intensa reazione da parte dei clienti che sostenevano che Tesla non aveva il diritto di dettare ciò che avrebbero fatto con le proprietà che avevano già acquistato. Inoltre, il linguaggio contenuto in tali contratti era considerato vago, rendendo difficile per Tesla far rispettare legalmente le regole. Molti proprietari hanno semplicemente ignorato la clausola e hanno comunque messo in vendita i loro veicoli, costringendo infine Tesla ad abbandonare silenziosamente la restrizione con l’aumento dell’offerta.

Perché questa volta potrebbe essere diverso

Gli analisti suggeriscono che Tesla abbia perfezionato la sua strategia per rendere queste restrizioni più applicabili e meno attraenti per gli speculatori. Ci sono tre ragioni principali per cui il lancio della “Signature Edition” potrebbe avere successo laddove il tentativo del Cybertruck è fallito:

  1. Linguaggio giuridico più chiaro: A differenza della versione precedente, che si basava su termini ambigui, il nuovo contratto vieta esplicitamente qualsiasi tentativo di vendere il veicolo entro la finestra di 12 mesi.
  2. Estrema scarsità: Sebbene vengano prodotti migliaia di Cybertruck, queste edizioni esclusive sono strettamente limitate a sole 350 unità, rendendole dei veri oggetti da collezione.
  3. Vantaggi non trasferibili: con una mossa strategica volta ad abbassare il valore di rivendita, Tesla ha reso non trasferibili importanti vantaggi, come la guida autonoma completa (FSD), la sovralimentazione gratuita e la connettività Premium.

Garantendo che queste caratteristiche di alto valore rimangano presso l’acquirente originale, Tesla riduce significativamente il “ricarico” che uno speculatore potrebbe addebitare a un secondo proprietario, eliminando così l’incentivo finanziario primario a vendere immediatamente l’auto.


Sebbene queste misure creino una barriera molto più elevata per gli speculatori, sollevano anche interrogativi sui diritti dei consumatori e sulla capacità di un produttore di controllare realmente il mercato secondario dei beni di lusso di fascia alta.

Conclusione: Tesla sta tentando di proteggere l’esclusività delle sue ultime edizioni di punta utilizzando severe sanzioni legali e svalutando le auto per gli acquirenti di seconda mano. Resta da vedere se questo riuscirà a frenare la speculazione o semplicemente ad allontanare i collezionisti di fascia alta.

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