La Cupra Tavascan, un SUV completamente elettrico prodotto in Cina, sarà venduto in Europa senza dover affrontare ulteriori dazi di importazione. Questo risultato fa seguito a un accordo negoziato tra il Gruppo Volkswagen e l’Unione Europea, creando potenzialmente un precedente per altre case automobilistiche – tra cui MINI, Smart e Volvo – che producono veicoli anche in Cina.
La questione tariffaria e l’accordo VW
Secondo le norme commerciali standard dell’UE, le auto elettriche costruite in Cina sono soggette a un dazio compensativo del 20,7% oltre alla consueta tariffa di importazione del 10%. Questo costo aggiuntivo mira a compensare i sussidi forniti dal governo cinese ai suoi produttori. Tuttavia, la Volkswagen si è assicurata un’eccezione. L’UE ha approvato la richiesta della VW a due condizioni chiave: una quota di importazione e un prezzo di vendita minimo.
Il Tavascan parte ora da 45.420 euro in Spagna (circa 40.000 sterline), ovvero circa 1.400 euro in più rispetto al prezzo dell’anno scorso. Nel Regno Unito, il modello costa £ 47.350, pur essendo soggetto solo alla tariffa standard del 10%.
Perché è importante: geopolitica e commercio
Questo accordo evidenzia la crescente tensione tra la protezione delle industrie nazionali e la facilitazione del commercio globale nel mercato dei veicoli elettrici. La volontà dell’UE di negoziare suggerisce un approccio pragmatico per garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento, affrontando al contempo le preoccupazioni sulla concorrenza sleale.
L’UE ha giustificato l’accordo affermando che il prezzo minimo della VW “non sarebbe dannoso per l’industria europea” e che la società è impegnata a investire in progetti europei di veicoli elettrici. Ciò implica un compromesso: sgravi tariffari in cambio di continui investimenti all’interno dell’UE.
Implicazioni per altri marchi
Diversi marchi europei, tra cui Dacia, Polestar, Volvo e Lotus, attualmente importano veicoli dalla Cina. Ogni caso verrà comunque valutato singolarmente. La situazione è particolarmente complessa per MINI, che ha sospeso i piani per riavviare la produzione del suo portellone elettrico a Oxford. Una tregua tariffaria potrebbe rendere le importazioni cinesi più redditizie, ma ciò potrebbe comportare quote di importazione.
La struttura proprietaria di MINI – una joint venture tra BMW e la cinese Great Wall Motors – complica la valutazione da parte dell’UE della sua origine ai fini tariffari. Anche Volvo, Geely e Mercedes (attraverso il suo marchio Smart) stanno affrontando questioni simili, con alcuni marchi che stanno già rilocalizzando la produzione per evitare le tariffe. Ad esempio, l’EX30 di Volvo è ora prodotto in Belgio, mentre il veicolo elettrico Spring di Dacia sarà prodotto in Slovenia a partire dal 2026.
La Storia della Produzione del Tavascan
La Volkswagen inizialmente scelse di costruire il Tavascan in Cina perché le sue fabbriche europee erano al completo. Secondo Markus Haupt, CEO di Cupra, non ci sono state discussioni sulle tariffe quando è stata presa la decisione. L’azienda ha investito molto nella struttura cinese, rendendo impraticabile un trasferimento.
“Produrla in Cina è stata forse la nostra unica opportunità per ottenere questa vettura”, ha affermato Markus Haupt, CEO di Cupra. “Ci abbiamo provato, perché quando abbiamo preso la decisione, non c’erano discussioni sulle tariffe in quel momento, ed era un business case redditizio. Ma [poi] abbiamo avuto delle sorprese.”
Il Tavascan V1 vanta una batteria da 77 kWh con un’autonomia di 337 miglia e accelera da 0 a 100 mph in 6,8 secondi. Viene venduto anche come ID.UNYX in Cina.
In conclusione, l’esenzione tariffaria Cupra Tavascan sottolinea la volontà dell’UE di negoziare termini commerciali con le case automobilistiche che mantengono gli investimenti nella regione. Questa mossa costituisce un precedente per altri marchi che producono automobili in Cina, ma i singoli casi saranno valutati sulla base di circostanze uniche, rimodellando potenzialmente il panorama del commercio di veicoli elettrici tra Europa e Cina.
